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snE.T.terton


Nel 1982 esce nelle sale cinematografiche E.T. L’extraterrestre ed e’ un successo clamoroso. Nasce una E.T. mania, “telefono casa” diventa un tormentone, tutti hanno un poster, una maglietta, un peluche, un adesivo... insomma E.T. entra nelle case di tutti. L’Atari, che in quel momento non naviga in ottime acque, fa all-in: versa 20 milioni di dollari sul conto di Spielberg per i diritti e dà incarico a un team di sviluppare il gioco per console. Presto, va finito entro Natale, per ovvi motivi commerciali. Il gioco esce in tempo ma è decisamente pessimo. Tutte le riviste di settore lo definiscono, anche a distanza di anni, uno dei peggiori videogame della storia. Insomma una cagata pazzesca, ma senza i 92 minuti di applausi. Superato l’hype iniziale il mercato reagisce di conseguenza e gran parte di una produzione esageratamente ottimistica rimane invenduta. Dopo poco inizia a circolare la voce che per abbattere i costi di magazzino e distribuzione, o forse solo per nascondere un fardello imbarazzante, un numero enorme di cartucce siano state seppellite in una discarica in New Mexico. La voce diventa presto una storia non documentata che si tramanda col passaparola, nell’ambiente degli sviluppatori, tra i nerd, insomma una vera e propria leggenda metropolitana. Fino a circa 30 anni dopo, quando qualcuno trova effettivamente la discarica in New Mexico e riporta davvero alla luce circa 700mila cartucce (non tutte di E.T., a onor del vero).


Nel 2020 Kunos rilascia il British GT Pack DLC per Assetto Corsa Competizione. Il pacchetto va a impreziosire un gioco/simulatore che era già di altissimo livello: Oulton Park, Donington e Snetterton si aggiungono al set di circuiti disponibili. Le nuove piste, come al solito, sono riprodotte con una fedelta’ maniacale: avvallamenti, cordoli, asfalto, ostacoli nelle chicane, prati, paletti con l’aspettativa di vita di un gatto in tangenziale... tutto e’ curato nei minimi dettagli. Gli appassionati apprezzano e lo aggiungono volentieri alla loro libreria Stream.


Due storie e due mondi completamente differenti. Un accrocco raffazzonato contro una meraviglia del dettaglio: un fallimento nell’epoca della preistoria a 8 bit contro un nuovo successo del 3D rendering odierno; un pezzo di plastica da comprare in negozio contro un download da fare in pochi minuti senza neanche alzarsi dalla sedia.


Cio’ nonostante, pur riconoscendo a Kunos di aver fatto di nuovo un eccellente lavoro, ogni volta che faccio una gara in uno di quei circuiti li (sia chiaro, principalmente a causa della mia pippagine a volte sapientemente impreziosita da qualche sfiga) finisco sempre incazzato e frustrato. E con un sogno irrealizzato: avere il DLC in un formato che puoi toccare con le mani, comprare una pala e andare in New Mexico.

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1 Comment


A onor del vero Donnington è una bella pista.. Le altre due le percorro spesso per andare sulle vigne di mio zio a Benevento.. ah, no...

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